Ridurre Emissioni  Odori Per Ricoveri Bovini

Ridurre Emissioni Odori Per Ricoveri Bovini

Ridurre Emissioni Odori Per I Ricoveri Bovini

Ridurre Emissioni Odori Per I Ricoveri Bovini. La riduzione di emissioni di odori all’interno dei ricoveri derivano dalle fermentazioni microbiche a carico delle deiezioni ivi deposte: queste, e la volatilizzazione dei gas prodotti, sono influenzate da parametri ambientali, in primis temperatura e tasso di ventilazione all’interno del ricovero.

All’aumento della temperatura ambiente aumenta l’attività microbica e la volatilizzazione dei gas di fermentazione. La ventilazione sopra la superficie delle deiezioni a sua volta favorisce il passaggio dei gas prodotti dalla fase acquosa a quella gassosa.

Le strategie per ridurre le emissioni di odori dai ricoveri bovini seguono tre principi generali:

La riduzione della superficie emettente. Riducendo la superficie interessata dalle deiezioni esposta all’aria, si riducono le emissioni, in particolare di ammoniaca, che è il gas che si libera più velocemente dall’escreto, una volta prodotto.

L’allontanamento rapido delle deiezioni (= la fonte delle emissioni) dal ricovero.

Il controllo dei parametri ambientali: temperatura e ventilazione all’interno del ricovero. Riducendo la temperatura e la velocità dell’aria sopra la superficie interessata dalle deiezioni, si riduce la volatilizzazione dei gas. Il tutto deve essere compatibile con le esigenze (primarie) del benessere degli animali allevati.

Dimensionamento corretto delle aree di passaggio interessate dalle deiezioni: paddock, corsie di servizio, corsie di alimentazione, aree di attesa. Evitare di sovradimensionare questi spazi: maggiore è la superficie contaminata dalle deiezioni, maggiori sono le emissioni (in particolare di ammoniaca).

Nel caso di stalle con paddock, in fase di progettazione preferire tipologie “a corpi riuniti”, ovvero con paddock a lato della zona di riposo. In questa configurazione il paddock non è un passaggio obbligato per gli animali per recarsi dalla zona di riposo a quella di alimentazione, può esserne quindi escluso l’accesso nei periodi più piovosi. Tale accorgimento limita non solo le emissioni (grazie alla riduzione delle superfici contaminate con le deiezioni) ma anche i volumi di stoccaggio, dato che le acque meteoriche che cadono sulle superfici interessate dalle deiezioni vanno poi gestite assieme ai liquami.

Pulizia frequente e regolare delle superfici dei paddock, siano esse pavimentate o in terra battuta, per mezzo di raschiatori meccanici o di mezzi meccanici manovrati dall’operatore. Studi recenti (Pereira, 2010) evidenziano come le aree esterne contribuiscono per il 69-92{433a8b204055f685e1986756d9ab48f69fef8e3d340afa4e642d7689c63dd053} delle emissioni derivanti dal ricovero (inteso come stalla + paddock).

Rimozione frequente e regolare delle deiezioni dal ricovero.

In questo senso sono da evitare i sistemi di stabulazione o di gestione degli effluenti che prevedono l’accumulo delle deiezioni interno al ricovero, come ad esempio:

la stabulazione su lettiera permanente con rimozione ogni 3-6 mesi.

l’accumulo, la tracimazione, il ricircolo dei liquami nei canali/fosse di accumulo poste al di sotto delle pavimentazioni forate/fessurate.

Si tratta a tutti gli effetti di stoccaggi interni al ricovero, da cui originano non solo emissioni di gas e odori ma anche diffusione di microorganismi e patogeni. Alcune soluzioni strutturali/gestionali da favorire sono invece le seguenti.

Ridurre Emissioni Odori – Gestione della lettiera

Nell’ambito delle stabulazioni su lettiera è fondamentale: la rimozione del letame accumulato con frequenze almeno mensili; l’integrazione di materiale di lettiera con frequenza, regolarità e in quantitativi adeguati; il rispetto dei valori progettuali di densità di stabulazione, con preferenza per le densità minori.

Il tutto al fine di mantenere la lettiera il più possibile asciutta e creare un letame strutturato, limitando la volatilizzazione dell’ammoniaca dalle superfici bagnate (e la formazione di sacche di anaerobiosi da cui la produzione di gas metano, protossido e odori. A questo proposito la pulizia degli animali è un ottimo indicatore del grado di pulizia dell’ambiente di stabulazione.

Corsie di alimentazione/servizio in pavimento forato/fessurato

E’ consigliabile la rimozione quotidiana (effettuata più volte al giorno) dei liquami depositati nei canali/fosse di raccolta poste sotto alle pavimentazioni grigliate, quali le corsie di servizio /alimentazione nelle stalle di bovine da latte o i box di stabulazione tipici dei bovini da carne.

Questa può essere realizzata tipicamente per mezzo di un raschiatore meccanico, analogo a quello impiegato per la pulizia delle corsie in pavimento pieno. Per ridurre al minimo le emissioni di ammoniaca è importante che la superficie interessata dal passaggio del raschiatore sia levigata e livellata per permettere la massima aderenza della lama raschiante. In caso contrario, il passaggio del raschiatore determina la creazione di uno strato residuo di deiezioni che mantiene elevato il livello di emissione.

Corsie di alimentazione/servizio in pavimento pieno

Rimozione frequente (almeno 4 volte/giorno) delle deiezioni depositate nelle corsie di servizio e di alimentazione a pavimento pieno per mezzo di raschiatore meccanico.

L’uso di mezzi meccanici mossi dall’operatore (trattrice con lama raschiante) non è compatibile con l’esigenza di aumentare la frequenza di pulizia. Sia perché comporta un aumento della manodopera sia perché crea un eccessivo disturbo agli animali. Può essere infatti realizzato quando gli animali si recano alla mungitura, quindi due volte al giorno.

Per ridurre al minimo le emissioni di ammoniaca è importante che la superficie della corsia sia ben livellata, in caso contrario il passaggio del raschiatore crea uno strato di deiezioni spalmate sulla superficie, che determina un aumento delle emissioni di ammoniaca, anziché una loro riduzione

E’ quindi importante la scelta del raschiatore in base al tipo di pavimentazione presente; la manutenzione sia della pavimentazione che del raschiatore stesso, in particolare della lama, che deve garantire la maggiore aderenza possibile alla superficie da pulire.

A questo scopo è possibile impiegare un rivestimento della corsia in gomma/plastica dura, che permette alla lama raschiante di aderire bene alla pavimentazione. Questo assicura una buona presa per gli animali.

Nell’ambito delle stalle per i nuovi edifici è possibile optare per corsie di servizio e di alimentazione realizzate con la tecnica del “grooved floor”.  Pavimentazione piena caratterizzata da scanalature con fori a distanza regolare sul fondo, per lo sgrondo delle urine in un canale di raccolta sottostante. Questa Pavimentazione va accompagnata da un particolare raschiatore meccanico dotato di appositi “denti” per la pulizia delle scanalature.

Consente il rapido drenaggio delle urine, e al tempo stesso una buona presa per i piedi degli animali.

Limitare la produzione di polveri durante la movimentazione delle lettiere e la distribuzione degli alimenti:

Distribuire materiale di lettiera poco polveroso con mezzi che ne limitano la dispersione in aria e in momenti in cui la ventilazione all’interno è ridotta.

Evitare di distribuire alimenti eccessivamente secchi e polverulenti (fieni e unifeed) o con mezzi che provocano dispersione della frazione secca e polverulenta.

Per le stalle a stabulazione su lettiera, effettuare le operazioni di pulizia delle zone di riposo a lettiera o di accumulo del letame (corsie esterne o interne ai ricoveri) avendo cura di ridurre al minimo la movimentazione del materiale.

Ridurre Emissioni Odori – Coibentazione dell’edificio.

È una misura strategica per la riduzione delle emissioni dai ricoveri che va nella stessa direzione di un miglioramento delle condizioni di benessere degli animali allevati: riduce il surriscaldamento estivo dell’edificio, aiutando a controllare la temperatura interna, senza ricorrere a un incremento della ventilazione. Gli effetti positivi sono molteplici, con riduzione di :

Consumi energetici per la ventilazione.

Della ventilazione sulla superficie interessata dalle deiezioni, quindi riduzione della volatilizzazione dei gas.

Senso di sete degli animali: questo permette di ridurre i volumi di urine prodotte e quindi la bagnatura della lettiera (da cui fermentazioni ed emissioni di gas e odori).

La realizzazione di siepi o filari alberati lungo i perimetri della stalla.

Oltre alla funzione ombreggiante, le barriere verdi svolgono anche funzione di barriera frangivento, rallentando la velocità del vento in ingresso nelle stalle (particolarmente importante nel caso di edifici di tipo aperto, dove è ridotta la presenza di pareti perimetrali) ma anche di filtro per gli odori e le polveri prodotte nei ricoveri.