Cattivi Odori Allevamenti – Il miglior approccio al problema è di tipo preventivo, adottando soluzioni strutturali e gestionali che limitano l’impatto delle emissioni di cattivi odori. Gli odori sgradevoli che promanano dagli allevamenti sono un problema rilevante che sempre più compromette la convivenza con gli abitanti degli insediamenti abitativi più vicini. Per affrontare il problema in modo adeguato occorrono metodi oggettivi di misura degli odori e di valutazione dell’impatto, che consentano di individuare le strategie di gestione e di stabilire l’efficacia delle tecniche di mitigazione.
Cattivi Odori Allevamenti – Le Analisi Sensoriali.
Cattivi Odori Allevamenti – La percezione degli odori è un fenomeno complesso e con una forte componente soggettiva. Le tecniche chimico-analitiche consentono l’identificazione e la quantificazione dei composti presenti in una miscela osmogena, ma per quantificare la risposta (la percezione dell’odore) sono necessarie tecniche sensoriali che si basano su una misura diretta dell’odore (analisi olfattometrica), utilizzando il naso quale sensore. Questo implica la necessità di presentare i campioni odorosi a una commissione (panel) di persone che fungono da valutatori.
I metodi sensoriali vengono usati da più di 20 anni nei Paesi del Centro-Nord Europa per valutare e quantificare le emissioni di odori sgradevoli della produzione zootecnica. Solo recente-mente anche in Italia sta crescendo l’interesse verso questo tipo di ricerche. La Regione Emilia-Romagna, ad esempio, ha finanziato un progetto che prevede la messa in funzione di un laboratorio olfattometrico, per l’esecuzione di campagne di misura relative alle emissioni di Cattivi Odori.
Cattivi Odori Allevamenti – Le Analisi Sensoriali.
Gli odori molesti, nel caso degli allevamenti zootecnici, sono originati in misura prevalente dalle deiezioni degli animali, a causa dei processi di degradazione batterica (principalmente da quelli anaerobici) cui esse sono soggette nel corso della loro movimentazione e conservazione. Le emissioni sono connesse ai vari stadi del ciclo produttivo e alle diverse strutture di allevamento (ricoveri, stoccaggio delle deiezioni e loro spandimento) e perciò dipendono fortemente dalle condizioni climatiche, risultando estremamente variabili non solo nel corso delle stagioni, ma anche durante le singole giornate.
Nel caso dei ricoveri, ad esempio, esse dipendono dalla forte variazione annuale nei regimi di ventilazione, che nel periodo estivo possono essere anche di 10 volte superiori rispetto al periodo invernale. Questo fa sì che, se da un lato le emissioni osmogene risultano in generale superiori nella stagione estiva, a causa delle temperature più alte che favoriscono sia i processi di degradazione sia la volatilizzazione dei composti, dall’altro l’elevata diluizione operata dalla ventilazione tende a ridurre la concentrazione dell’odore e quindi la sua offensività.
Cattivi Odori Allevamenti – Il Controllo delle Emissioni
Il primo e per ora l’unico valido approccio al controllo degli odori è quello di tipo preventivo, attraverso l’utilizzo di soluzioni strutturali e gestionali tali da limitare quanto più possibile la loro formazione. Infatti, le tecniche di abbattimento “a valle”, quali i sistemi di trattamento dell’aria estratta dai ricoveri con biofiltri, sono di dubbia applicabilità sotto il profilo tecnico, in quanto comportano difficoltà realizzative e gestionali, ma ancora più sotto quello economico.
Valutazioni effettuate nel caso di allevamenti suinicoli ed avicoli portano a concludere che tali tecnologie comporterebbero oneri in-sostenibili per i bilanci aziendali. Negli ultimi anni, poi, hanno fatto la loro comparsa sul mercato internazionale decine di additivi che dovrebbe-ro essere in grado di abbattere le emissioni odorose provenienti dai reflui. Tali prodotti potrebbero risultare allettanti per gli allevatori, perché di semplice applicazione, ma la loro efficacia, in base a prove di laboratorio risultano per ora quanto mai dubbie.
Allevamenti – Le Condizioni delle Stalle
Cattivi Odori Allevamenti – I parametri che maggiormente possono influenzare la produzione di odori sgradevoli nei locali di allevamento sono riconducibili al sistema di stabulazione (presenza/assenza di lettiera), al tipo di pavimentazione, alla modalità e alla frequenza di allontana-mento delle deiezioni, al livello di sporcizia delle superfici, alla densità degli animali presenti, alle tecniche e ai regimi di ventilazione, alle condizioni termoigrometriche.
Gli interventi gestionali possibili per contenere l’impatto olfattivo sono il mantenimento di un buon livello igienico e di pulizia, associato a sistemi di rimozione rapida delle deiezioni e a un’efficace ventilazione. L’utilizzo di lettiere, ove il sistema di produzione lo consenta, si dimostra in generale efficace nella riduzione delle emissioni di odori. Secondo i risultati di ricercatori francesi, le emissioni in porcilaie su fessurato totale sono risultate in media superiori di due volte rispetto a quelle di porcilaie su lettiera a fermentazione controllata.
Allevamenti – Le Condizioni delle Stalle
La riduzione della superficie fessurata nei locali di allevamento, e quindi della superficie delle deiezioni esposte alla volatilizzazione nelle fosse di raccolta sottostanti, può diminuire sensibilmente le emissioni rispetto al pavimento totalmente fessurato, ma solo se le condizioni strutturali e ambientali interne sono adeguate, tali da far mantenere agli animali il rispetto delle aree funzionali.
Pure la posizione e la forma delle aperture di fuoriuscita dell’aria di ventilazione possono avere una non trascurabile influenza sulla riduzione dell’impatto degli odori. Più in alto sono collocate, infatti, più elevata sarà la diluizione. Anche la presenza di barriere, sia di tipo arboreo sia artificiali, favorisce la risalita e la turbolenza dell’aria e di conseguenza la dispersione degli odori.
Allevamenti – Lo Stoccaggio Dei Liquami
Cattivi Odori Allevamenti – I liquami prodotti in allevamento vengono stoccati in vasche o lagoni. La riduzione delle emissioni osmogene da queste strutture può essere ottenuta solo diminuendo la circolazione dell’aria sulla superficie esposta, mediante copertura. Le soluzioni possibili consistono nel favorire la formazione di croste superficiali, che in talune condizioni già spontaneamente si formano, o nell’utilizzare strati di copertura fatti di materiali naturali (paglia, stocchi di mais, olii vegetali, palline di argilla espansa) o di materiali plastici galleggianti, o nell’installare vere e proprie coperture solide con strutture di sostegno in cemento o teli plastici. I risultati in termini di riduzione dell’odore sono assai positivi, come evidenziato in numerose prove sperimentali che riportano riduzioni dell’80-90 per cento rispetto a uno stoccaggio non coperto.
Cattivi Odori Allevamenti – Lo Spandimento Delle Deiezioni
Gli odori emessi nel corso dello spandimento delle deiezioni dipendono dal contatto con l’aria. I possibili interventi di riduzione riguardano l’utilizzazione di mezzi di spandimento che non portino alla formazione di aerosol troppo fini. L’applicazione dei liquami non su tutta la superficie di spandimento ma solo in strisce, l’interramento rapido o immediato (iniezione) dei liquami o l’applicazione di liquami a basso tenore di sostanza secca (sottoposti a processi di separazione), tali da infiltrarsi più rapidamente nel terreno. L’efficacia delle tecniche di applica-zione a basso impatto ambientale è buona. Per lo spandimento in bande vengono riportate riduzioni nelle emissioni di odori dell’ordine del 55-60{433a8b204055f685e1986756d9ab48f69fef8e3d340afa4e642d7689c63dd053}. Per l’interramento immediato si arriva fino all’85 {433a8b204055f685e1986756d9ab48f69fef8e3d340afa4e642d7689c63dd053} di riduzione rispetto a metodi di spandimento convenzionali.
Allevamenti – Lo Spandimento Delle Deiezioni
Nel caso dell’incorporazione, l’importanza già sottolineata della rapidità dell’interramento è dimostrata anche dai risultati di esperimenti condotti nel Regno Unito. Questi esperimenti hanno confrontato le emissioni di odore di liquami suini sottoposti a interramento con 2 diversi dispositivi interratori. Immediatamente, dopo 3 e dopo 6 ore dallo spandimento, rispetto a un testimone non interrato. Le emissioni sono risultate ridotte del 52 {433a8b204055f685e1986756d9ab48f69fef8e3d340afa4e642d7689c63dd053} (aratro) e del 20 {433a8b204055f685e1986756d9ab48f69fef8e3d340afa4e642d7689c63dd053} (erpice rotativo) nel caso dell’interramento immediato. Già dopo 3 ore l’efficacia diminuisce notevolmente.
Allevamenti – Lo Spandimento Delle Deiezioni
Nello spandimento dei liquami è inoltre importante la scelta, se possibile, delle condizioni climatiche più adatte, che si hanno quando vi è un buon rimescolamento dell’aria al di sopra del suolo; condizione, questa, che favorisce una rapida diluizione degli odori. Anche accorgimenti quali tenere conto della direzione e dell’intensità del vento, evitare di spandere nei week-end o alla sera, in corrispondenza cioè dei periodi in cui gli abitanti delle vicinanze si trovano in casa, possono contribuire in modo non trascurabile ad evitare lamentele per gli odori sgradevoli prodotti.

